Quaderni Vesuviani XXX IV

Mi sembra una buona notizia. Ma temo che (come ha fatto in passato) il Dipartimento della protezione civile si trincererà dietro l’”immendabilità” del Piano Barberi. Speriamo che questa volta non accada.

Tra l’altro, non vorrei sbagliarmi ma, al momento, al di là dei titoli dei giornali, non risulta ufficialmente nessuna Risoluzione approvata dalla Settima Commissione della Regione Campania ma solo un Ordine del giorno proposto da alcuni Consiglieri.

Piano Vesuvio: la bella notizia che, però, non c’è

Dilaga su tutti i media la “notizia” che in Campania, in caso di emergenza vulcanica, gli evacuati saranno ospitati non già in diciannove regioni italiane ma, bensì, in aree poste all’interno della regione Campania.

Sarebbe una bella notizia (che tra l’altro rimedia ad una assurda situazione che chi scrive denuncia dal 1995 e, un mese fa, in un articolo) se non fosse che il – certamente condivisibile – Ordine del giorno proposto dai Consiglieri Cinque Stelle  (che ancora non si capisce se sia stato approvato dalla Settima Commissione regionale) semplicemente “sollecita la convocazione di un tavolo tecnico di confronto presso il Dipartimento di Protezione Civile per l’aggiornamento del Piano di Evacuazione dell’Area Vesuviana, secondo il principio per cui i gemellaggi avvengono all’interno del territorio regionale.”

Un passo in avanti rispetto all’attuale, sgangherata, “pianificazione dell’emergenza vulcanica”? Certamente, si. Anche se 35 anni di inutili commissioni, sottocommissioni, tavoli tecnici per la pianificazione dell’emergenza vulcanica… ci autorizzano ad un certo pessimismo. Anche perché, ancora una volta, non viene affrontato radicalmente quello che è il principale problema: l’inesistenza di un preciso responsabile della pianificazione dell’emergenza vulcanica.

Sembra incredibile ma in un’Italia dove per ogni alluvione, frana o altre calamità viene nominato un Commissario Straordinario – con il relativo codazzo di tecnici, impiegati e portaborse – per il Piano Vesuvio e Campi Flegrei non è mai stato identificato o creato un ufficio (o una precisa struttura tecnico-amministrativa) delegato a realizzare un Piano di emergenza vulcanica con tempi e modalità certi. Nulla. Solo funzionari che si occupano di Piano Vesuvio o Piano Campi flegrei tra una pratica e un’altra, commissioni che si riuniscono quando possono, ineffabili “coordinamenti”, bozze di Piano, convegni, “esercitazioni”, consulenti, annunci… e un rimpallo di responsabilità tra un ente e l’altro che finisce con lo scaricabarile sui sindaci.

Nella precedente legislatura fu presentato un disegno di legge che cercava di rimediare a questa incredibile situazione. Sarebbe il caso che qualcuno lo riprendesse.

Mi sembra una buona notizia. Ma temo che (come ha fatto in passato) il Dipartimento della protezione civile si trincererà dietro l’”immendabilità” del Piano Barberi. Speriamo che questa volta non accada.

Tra l’altro, non vorrei sbagliarmi ma, al momento, al di là dei titoli dei giornali, non risulta ufficialmente nessuna Risoluzione approvata dalla Settima Commissione della Regione Campania ma solo un Ordine del giorno proposto da alcuni Consiglieri.

Piano Vesuvio: la bella notizia che, però, non c’è

Dilaga su tutti i media la “notizia” che in Campania, in caso di emergenza vulcanica, gli evacuati saranno ospitati non già in diciannove regioni italiane ma, bensì, in aree poste all’interno della regione Campania.

Sarebbe una bella notizia (che tra l’altro rimedia ad una assurda situazione che chi scrive denuncia dal 1995 e, un mese fa, in un articolo) se non fosse che il – certamente condivisibile – Ordine del giorno proposto dai Consiglieri Cinque Stelle  (che ancora non si capisce se sia stato approvato dalla Settima Commissione regionale) semplicemente “sollecita la convocazione di un tavolo tecnico di confronto presso il Dipartimento di Protezione Civile per l’aggiornamento del Piano di Evacuazione dell’Area Vesuviana, secondo il principio per cui i gemellaggi avvengono all’interno del territorio regionale.”

Un passo in avanti rispetto all’attuale, sgangherata, “pianificazione dell’emergenza vulcanica”? Certamente, si. Anche se 35 anni di inutili commissioni, sottocommissioni, tavoli tecnici per la pianificazione dell’emergenza vulcanica… ci autorizzano ad un certo pessimismo. Anche perché, ancora una volta, non viene affrontato radicalmente quello che è il principale problema: l’inesistenza di un preciso responsabile della pianificazione dell’emergenza vulcanica.

Sembra incredibile ma in un’Italia dove per ogni alluvione, frana o altre calamità viene nominato un Commissario Straordinario – con il relativo codazzo di tecnici, impiegati e portaborse – per il Piano Vesuvio e Campi Flegrei non è mai stato identificato o creato un ufficio (o una precisa struttura tecnico-amministrativa) delegato a realizzare un Piano di emergenza vulcanica con tempi e modalità certi. Nulla. Solo funzionari che si occupano di Piano Vesuvio o Piano Campi flegrei tra una pratica e un’altra, commissioni che si riuniscono quando possono, ineffabili “coordinamenti”, bozze di Piano, convegni, “esercitazioni”, consulenti, annunci… e un rimpallo di responsabilità tra un ente e l’altro che finisce con lo scaricabarile sui sindaci.

Nella precedente legislatura fu presentato un disegno di legge che cercava di rimediare a questa incredibile situazione. Sarebbe il caso che qualcuno lo riprendesse.

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